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Né feste né lacrime per Bin Laden, ma molti dubbi ed indignazione

03 Mag

Sembra che abbiano ucciso Bin Laden; dopo anni di bombardamenti in Afghanistan, con l’obbiettivo dichiarato di stanare e neutralizzare quello che definiscono l’uomo più pericoloso del mondo, ed altri dirigenti dell’organizzazione Al Qaeda, vengono a dirci che è bastata un’operazione di intelligence, mirata e precisa, per scovarlo ed ammazzarlo.

A New York alcuni festeggiano, altri dubitano, molti piangono le morti dell’11 settembre del 2001. In Afghanistan alcuni ne parlano e altri dubitano, immagino; sicuramente molti piangono le morti di 10 anni di guerra, con i cadaveri ancora caldi tra le braccia.

La notizia viene dalla presidenza degli Stati Uniti: un’operazione preparata in 10 mesi e durata 40 minuti, in cui hanno partecipato pochi uomini di fiducia del presidente Barak Obama, comandante in capo delle operazioni, avrebbe identificato il rifugio del numero uno di Al Qaeda attraverso un suo messaggero, per poi attaccarlo, ammazzando lui, uno dei suoi figli, forse una delle sue mogli, e altre due persone. Sono state pubblicate le foto del presunto nascondiglio, ma senza le vittime; il cadavere di Bin Laden sarebbe stato preso in custodia dagli ufficiali statunitensi, che avrebbero effettuato le prove del DNA per accertarne l’identità e si sarebbero preoccupati di celebrare il suo funerale e sepellirlo in mare “secondo il rito islamico”.

Adesso sembra che stiano valutando se è il caso di pubblicare le prove. Se Bin Laden è morto, pace all’anima sua, come si suol dire. Bigotto, maschilista e fanatico oppressore, non mi fa pena. Ma non festeggio certo la sua morte, come fanno certi newyorkesi, comprensibilmente accecati dal dolore e assetati di vendetta per la morte dei loro cari, dieci anni fa. E come fanno altri sinistri individui che governano Paesi sedicenti democratici e liberali. La morte del capo di Al Qaeda non mi fa piagere né ridere, dunque, però mi fa pensare e dubitare…

Perchè non ci mostrano le foto del cadavere? Quando fu arrestato Saddam Hussein, altra colonna portante del cosidetto “asse del male”, la sua immagine venne sbandierata in lungo e in largo per tutto il pianeta. Quello che non venne diffuso, sull’Iraq, furono piuttosto le fantomatiche prove sull’esistenza di armi di distruzione di massa nelle mani del capo del governo iracheno. Infatti le prove non c’erano, e nemmeno le armi in questione.

A proposito, chi ha visto le prove della colpevolezza di Bin Laden negli attentati delle torri gemelle? Qualcuno si ricorda di certi sospetti sulla partecipazione della CIA? E il cadavere di Bin Laden, chi va a cercarlo nell’Oceano Indiano? Dicono di non averlo seppellito in terraferma per evitare feticismi, e di aver seguito le regole islamiche. Ma chi è andato a dire a quest’intelligence a stelle e strisce che i musulmani seppelliscono i loro morti in mare? Nessuno di loro, durante una missione in Afghanistan o Pakistan o Iraq o qualche altro Paese a maggioranza musulmana, ha mai visto un cimitero islamico, con le lapidi bianche e le tombe rivolte verso La Mecca? Dubbi su dubbi, è tutto molto strano.

Scrupolosi, gli agenti al servizio di Obama, avrebbero pronunciato delle parole di commiato prima di disperdere il cadavere in mare; poi magari hanno saltato qualche procedura legale, come l’arresto, l’accertamento dell’identità e un processo pubblico prima dell’esecuzione, ma queste sottigliezze non hanno importanza, perchè, come assicura il presidente USA, giustizia è fatta.

Certo che i politici degli Stati Uniti hanno uno strano concetto di giustizia: pena di morte, esecuzioni sommarie, ed altre forme di vendetta; la mafia in confronto sembra una ONG! D’altronde si sa che il glossario yankee è piuttosto originale: danno agli uragani nomi di donna e alle guerre assegnano i più nobili concetti, come libertà duratura, prevenzione, lotta al terrorismo, che qualsiasi persona dotata di un minimo di senso comune non penserebbe nemmeno lontanamente di associare alle bombe sulla popolazione civile, gli assassini sistematici, l’uranio impoverito ed il fosforo bianco…

La dichiarazione di Obama sulla morte del suo quasi omonimo (scherzi del destino) offre l’occasione per commemorare le vittime delle esplosioni alle torri gemelle (perchè non si parla mai di quelle al Pentagono e delll’aereo caduto in Pennsylvania?), e le televisioni intervistano alcuni dei loro familiari. Ma io mi ricordo che ce n’erano altri, di familiari ed amici dei morti dell’11 settembre del 2001, che per rispetto alla memoria dei loro cari, e per la sofferenza che la loro scomparsa causò loro, si rifiutarono di legittimare altre migliaia di morti e causare altrettanta sofferenza ai sopravvissuti di qualunque altro Paese, e gridarono coraggiosi NOT IN MY NAME. Queste persone non sono state intervistate.

Perchè i nostri militari – per lo più giovani frustrati senza altre prospettive lavorative – stanno ancora ammazzando e morendo in Afghanistan, in Iraq, in Libia, mentre per far fuori certi personaggi indesiderati bastano certe operazioni segrete ben organizzate? Perchè dicono di voler combattere il terrorismo e difendere la pace, e distruggono Paesi e vite umane, alimentando ingiustizie, rancore, odio?

Combattere il terrorismo per mezzo del terrorismo. Strano sillogismo, nuova voce del glossario a stelle e strisce, vecchia, orripilante, storia.


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2 commenti

Pubblicato da su 3 maggio 2011 in Uncategorized

 

2 risposte a “Né feste né lacrime per Bin Laden, ma molti dubbi ed indignazione

  1. Giampaolo

    3 maggio 2011 at 17:10

    I dubbi ci sono, e come! Ma più che altro questo marketing incredibile della notizia di Bin Laden, Bin Laden morto. Stanno controllando la reazione della massa, vedono che festeggiano come si festeggia all’arrivo di Babbo Natale, il popolo come un bambino, ci crede ma sa che è lecito non poterlo mai vedere perché lui porterà i regali solo quando il bambino dorme. O la storia del topolino che ti metteva 1000 lire per ogni dente perduto? Dovevi mettere il dente sul davanzale, andare a dormire…e la mattina avresti trovato le 1000 lire!!! “Ci pisciano in testa e ci dicono che sta piovendo!”

     

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